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Traffici e lumi
Agli inizi del Settecento l’Austria interviene da protagonista nei traffici mediterranei. Per farlo crea i porti franchi di Trieste e Fiume. Trieste in particolare si trasforma in un grande emporio cosmopolita, grazie anche ad una politica di tolleranza religiosa. L’età rivoluzionaria e la fine della Repubblica di Venezia inizialmente favoriscono i porti austriaci, ma il loro inserimento nelle Province Illiriche napoleoniche invece li pone in crisi.
6.1 Alla conquista del mare
Dopo la definitiva sconfitta degli Ottomani, l’imperatore Carlo VI cerca dI inserire l’Austria nei grandi traffici marittimi mondiali. Un primo tentativo ha come base Ostenda, sul mare del Nord, ma viene bloccato da Inghilterra e Olanda. L’attenzione si sposta allora sull’Adriatico, dove Venezia non è più in grado di difendere il suo monopolio. Così nel 1719 Trieste e Fiume vengono trasformate in “porti franchi”, dotati di notevoli privilegi.
Lezioni
6.2 Imperatrice e benefattrice
Trieste cresce lentamente, fino a quando non intervengono nuovi provvedimenti da parte dell’imperatrice Maria Teresa. Prende forma così un “sistema emporiale” fra l’entroterra imperiale e il Mediterraneo. La popolazione cittadina quadruplica con l’immigrazione dal Mediterraneo e dall’Europa centrale: mercanti greci, ebrei, italiani, sloveni, tedeschi e molti altri. Per comunicare fra di loro usano l’italiano veneto, lingua dei commerci nel Mediterraneo orientale. Pilastri della società sono le comunità religiose (nationes) ed il ceto mercantile cosmopolita.
Documenti
Riflessioni sopra la città di Trieste
Approfondimenti
Lezioni
6.3 La sorella sul Quarnaro
Se Trieste è il porto dell’Austria, Fiume è orientata soprattutto verso l’Ungheria. Nel 1779 un diploma imperiale definisce Fiume come “corpo separato” annesso alla Corona d’Ungheria. Grazie a questa posizione privilegiata, la città può svilupparsi con una notevole autonomia. I traffici commerciali aumentano e le autorità favoriscono l’immigrazione. La popolazione cresce, l’abitato si espande oltre le mura e si formò una società multietnica, multireligiosa e multilingue, come a Trieste anche se in proporzioni minori.
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6.4 Dolori e gioie della rivoluzione
Durante il periodo rivoluzionario e napoleonico Trieste inizialmente approfitta del collasso di Venezia e della sua condizione di unico porto mediterraneo non sottoposto al blocco britannico. Dal 1809 al 1813 però la città è annessa alle Province Illiriche, entità amministrativa francese che comprende gran parte della costa orientale adriatica. Ne segue una grave crisi economica. Lo stesso accade, seppur in misura minore, anche a Fiume, mentre le Province Illiriche, che riuniscono gran parte degli slavi meridionali non ottomani, contribuiscono al risveglio nazionale sloveno e croato.











