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Venezia e l'Austria
Durante l’età moderna l’area alto-adriatica è divisa tra Venezia e l’Austria, fra le quali scoppiano frequenti conflitti. Guerre e pestilenze determinano un collasso demografico. Per ripopolare l’Istria entrambi gli Stati fanno affluire coloni dai Balcani. Per Venezia l’Istria ha un’importanza strategica vitale, mentre la contea di Pisino rimane per gli Asburgo una periferia semiabbandonata. Sia il Friuli veneto che il Goriziano asburgico vedono lo scoppio di sanguinose rivolte contadine.
5.1 Un confine sempre caldo
Dopo la caduta del Patriarcato di Gorizia è la volta della contea di Gorizia. Ad approfittarne questa volta non è Venezia ma gli Asburgo, perchè l’ultimo dei conti, Leonardo, privo di eredi, alla sua morte lascia loro il suo feudo. Il confine tra Venezia e l’Austria rimane però sempre caldo. Le crisi più gravi sono la Guerra della lega di Cambrai agli inizi del Cinquecento e quella degli Uscocchi agli inizi del secolo successivo. Dopo il 1617, con la pace di Madrid, torna la pace fino alla caduta della repubblica veneta nel 1797.
Approfondimenti
Le incursioni turche in Friuli nel secolo XV
5.2 Spopolamenti e ripopolamenti
Tra il XVI e il XVII secolo in tutta l’area nord-adriatica guerre, carestie ed epidemie provocano un forte calo della popolazione. Nel Friuli veneto gli abitanti passano da circa 250.000 nel 1561 a 92.000 nel 1602, per poi risalire a 121.000 nel 1640. Nel 1635 la popolazione istriana scende a circa 45-50.000 abitanti. Per ripopolare la penisola istriana sia gli Asburgo che la Serenissima ricorrono all’immissione di coloni cristiani in fuga dagli Ottomani nei Balcani. Si rafforza così la componente slavofona nelle campagne.
Documenti
5.3 Periferia veneta: il Friuli
In Friuli la Serenissima governa con mano lieve, rispettando gli equilibri locali. La vita politica è dominata dalla rivalità fra gli “strumieri”, guidati dai Della Torre e gli zamberlani”, capeggiati dai Savorgnan. Il 27 febbraio 1511, nella cosiddetta “Crudel zobia grassa” il contrasto innesca una sanguinosa rivolta contadina. Represso il moto, Venezia introduce alcune riforme, fra cui la creazione della “Contadinanza”, un quarto corpo del parlamento friulano accanto a clero, nobiltà e cittadini.
Approfondimenti
Aristocrazie di confine (secc. XV-XVIII)
Giurisdizioni feudali, capitanati, podesterie, gastaldie nel Friuli veneziano
Lezioni
Il Friuli dal 1420 al 1797
x Casella mancano dettagli di testo, x Trebbi manca il file audio
5.4 Lo Scudo della Dominante: l’Istria veneta
L’Istria veneziana è una componente essenziale del sistema di difesa militare e sanitaria della Serenissima. Venezia trae dalla penisola molte materie prime indispensabili, ma l’economia istriana rimane fragile e vulnerabile alle crisi. Tra la fine del Cinquecento e il Seicento l’Istria diviene una vera e propria “provincia” e nel Settecento si afferma la denominazione di “Istria veneta”. Sul piano culturale, l’Istria è strettamente legata all’ambiente italiano e veneziano: si ricordano le figure di Pier Paolo Vergerio il Giovane, Santorio Santorio, Gian Rinaldo Carli e Giuseppe Tartini.
Lezioni
5.5 Periferia asburgica: le contee di Gorizia, Gradisca e Pisino
Dopo l’annessione all’Impero il territorio goriziano diviene per gli Asburgo una periferia di confine. Nel 1713, nel Tolminese scoppia una gravissima rivolta contadina ed i ribelli giungono fino a Gorizia. Nel 1647, per esigenze finanziarie, l’imperatore separa Gradisca da Gorizia e la vende alla famiglia Eggenberg; le due contee vengono riunificate solo nel 1754 da Maria Teresa. Ancora più marginale è la contea di Pisino, una delle aree più arretrate e trascurate dell’Adriatico nord-orientale.












