10. Un lungo dopoguerra

Capitolo
8080

Pp. 287-341

In breve

Un lungo dopoguerra

Il lungo dopoguerra al confine orientale si conclude solo nel 1954 con il Memorandum di Londra. Nel frattempo, in Istria il regime comunista jugoslavo rende la vita impossibile agli italiani, che esodano in massa. Gorizia torna all’Italia nel 1947, mentre Trieste sotto amministrazione militare anglo-americana vive anni di intensi conflitti nazionali e politici, che infiammano l’opinione pubblica in tutto il Paese, fino alla “seconda redenzione” del 26 ottobre 1954.

Mappe ingrandibili

Paragrafo 10.1

10.1 La questione di Trieste

La crisi di Trieste del 1945 si conclude con la divisione provvisoria della Venezia Giulia in Zona A e Zona B. Il Trattato di pace assegna alla Jugoslavia quasi tutta la Venezia Giulia meno Gorizia, che rimane in Italia, e una striscia costiera fra il Timavo ed il Quieto destinata a dar vita al Territorio libero di Trieste. La sua formazione però si blocca e l’area rimane divisa in due piccole Zone A e B sotto governi militari rispettivamente anglo-americano e jugoslavo. Il Memorandum di Londra assegna l’amministrazione della Zona A all’Italia e quella della Zona B alla Jugoslavia.

Documenti

Approfondimenti

La questione di Trieste

di Raoul Pupo - tratto da RegioneStoriaFVG
Approfondisci

Il Territorio Libero di Trieste

di Giorgio Conetti - tratto da RegioneStoriaFVG
Approfondisci
Paragrafo 10.2

10.2 L’Istria di Tito

In Istria il regime comunista non ha un progetto di espulsione dell’intera componente italiana, ma vorrebbe integrarne una parte con la politica della “fratellanza italo-slava”. Questa però esclude la maggioranza degli italiani, sottoposti invece ad una dura oppressione. Anche i destinatari della “fratellanza” e cioè la classe operaia ed i contadini poveri vengono disgustati dal nazionalismo e dall’intolleranza del regime, ancor più dopo la crisi del Cominform.

Documenti

Approfondimenti

I "Poteri popolari" in Istria e a Fiume

di Orietta Moscarda - tratto da RegioneStoriaFVG
Approfondisci
Paragrafo 10.3

10.3 L’esodo dei giuliano-dalmati

Per gli italiani nei territori passati alla Jugoslavia si crea una situazione di invivibilità materiale, nazionale e politica. In tutte le aree perciò dove, in momenti diversi, le comunità italiane realizzano che la dominazione jugoslava sarà definitiva, decidono di esodare. Arrivati in Italia, i profughi trovano un Paese devastato dalla guerra ed impreparato all’accoglienza. Vivono perciò situazioni durissime, sino alla fine degli anni ’50, quando le provvidenze del governo ed il “miracolo economico” facilitano l’integrazione.

Documenti

L'esodo

tratto da Il Confine più lungo
Approfondisci

L'abbandono di Pola

tratto da Il Confine più lungo
Approfondisci

Approfondimenti

L'esodo dei giuliano-dalmati

di Raoul Pupo - tratto da RegioneStoriaFVG
Approfondisci

Lezioni

Esilio

di Guido Rumici
Ascolta
Paragrafo 10.4

10.4 Vola colomba

A Trieste retta da un Governo militare alleato forze filo-italiane e slavo-comuniste si scontrano quasi quotidianamente per le vie. Il GMA sostiene la componente filo-italiana e guida una ricostruzione rapida con logica assistenziale. Dopo la crisi del Cominform, quando la Jugoslavia si avvicina all’Occidente, come strumento di pressione sul governo italiano per forzarlo ad un accordo con Belgrado il GMA comincia ad appoggiare invece un movimento indipendentista. Ne seguono vivaci polemiche con i patrioti italiani e nel novembre 1953 scoppia la “ribellione di Trieste” che provoca sei morti.

Video

I fatti del 1953

da Le vie della Memoria
Guarda

Multimedia

La ribellione di Trieste. 1953

mostra multimediale a tre livelli di lettura
Approfondisci
Capitolo 10

Verifica di comprensione

error: Questo contenuto è protetto!