Epilogo

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Pp. 342-360

In breve

Epilogo

Dopo decenni di conflitti fra italiani e slavi del sud, gli anni ’60 e ’70 del Novecento vedono una distensione dei rapporti che conduce anche a forme di collaborazione. La “normalizzazione adriatica” ha il suo culmine sul piano diplomatico nel Trattato di Osimo del 1975. Quella istituzionale vede già nel 1963 la nascita della Regione autonoma Friuli – Venezia Giulia. Sul territorio nel medesimo ventennio si sviluppano forme intense di collaborazione transfrontaliera, ma nelle terre di confine gli animi non sono ancora del tutto pacificati.

Mappa ingrandibile

Paragrafo Epilogo.1

E.1 La normalizzazione diplomatica

Nel giro di vent’anni Italia e Jugoslavia passano da avversari in buoni amici e quasi alleati. Le due economie sono complementari, ma soprattutto la neutralità jugoslava protegge l’Italia dalla minaccia sovietica verso l’Adriatico, mentre Belgrado si trova le spalle coperte dall’Italia nella Nato. Un anno chiave è il 1968: l’invasione sovietica della Cecoslovacchia preoccupa sia Belgrado che Roma, anche in previsione del dopo-Tito. Il negoziato sui confini però va a rilento e giunge a termine solo nel 1975 con il Trattato di Osimo.

Approfondimenti

Gli accordi di Osimo (Diritto internazionale)

di Giorgio Conetti - tratto da RegioneStoriaFVG
Approfondisci
Paragrafo Epilogo.2

E.2 La normalizzazione istituzionale

Formalmente, il Memorandum di Londra ha natura provvisoria e nulla dice sulla sovranità delle zone A e B del TlT, posto che quella italiana è cessata con l’entrata in vigore del Trattato di pace. Di fatto, sia il governo di Roma che quello di Belgrado attuano un’“annessione fredda” dei territori da loro amministrati. In particolare, nel 1963 l’Italia dà vita alla Regione autonoma a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia, già prevista dalla Costituzione. Il capoluogo è Trieste.

Paragrafo Epilogo.3

E.3 La normalizzazione sul territorio

La situazione economica di quel che rimane in Italia delle province di Gorizia e Trieste è critica. Il governo interviene con massicci finanziamenti che evitano il tracollo ma non riescono ad innescare un nuovo sviluppo. Negli anni Sessanta, comunque, si sperimentano forme di collaborazione transfrontaliera che danno ottimi risultati. Il Trattato di Osimo potrebbe rilanciare il settore produttivo, ma l’opinione pubblica triestina blocca la costituzione di una zona franca industriale a cavallo del confine.

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